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L’amore è un laser o un raggio di sole?

Sun with lens flare, vector background.

Qualche settimana fa, portando avanti un lavoro sull’amore con un gruppo di persone, nel mio studio è nato un dibattito tra due genitori. Una madre sosteneva che chi non ha figli non può conoscere l’amore vero, un padre invece era dell’idea che chi non ha figli potrebbe comunque provare amore vero e arrivare ad amare altrettanto o anche di più, proprio perché il suo sentimento non è direzionato solo sull’amore unico per i figli, ma è espanso a 360°.

Nella mia esperienza personale e professionale, posso dire che anche chi non ha figli può conoscere l’amore vero. Chiaramente avrà altre forme ed espressioni, ma certamente anche chi non ha figli può amare altrettanto intensamente di chi vive l’esperienza genitoriale.
Ho visto tante persone senza figli che amano infinitamente la vita, il partner, la musica, gli animali o altro… Sono anche queste forme di amore vero e non sarei in grado di reputarle meno importanti o significative del sentimento che si ha per un figlio, benché ne riconosca certamente la differenza.

Amare significa donare” è un detto che mi ha insegnato mio padre, e lavorando con il mondo delle relazioni non posso fare a meno di notare quanto questa affermazione sia vera… Se qualcuno ha il cuore aperto e disponibile ad accogliere amore, amerà. Se poi questo amore viene diretto verso un figlio, un animale, un partner o la vita stessa, sarà solamente “un pretesto” per distribuire amore e viverlo in prima persona. Quando si ama, si ama sempre, e chi ha amore da dare, lo darà.

Ovviamente è possibile non essere sempre in contatto con questo sentimento. Ci sono situazioni e circostanze della vita che ci sbilanciano su emozioni anche molto diverse da quella dell’amore… Questa però è una condizione passeggera, uno stato psichico emotivo che non parla della capacità effettiva di amare, che rimane comunque sempre presente dentro di noi.

Da questo dibattito, mi è venuto in mente un paragone tra il tipo di amore che prova un genitore e quello che prova chi non lo è. Ho immaginato l’amore di un genitore per il proprio figlio come un raggio laser, un’energia direzionata su un punto ben preciso, e quello di chi non ha figli come un sole che espande i suoi raggi a 360°.

È possibile dire che uno emani più luce dell’altro? Io non credo. Cambia la direzione ma non l’intensità luminosa… Lascio a voi la riflessione…

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