<br />
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	<title>equilibrio Archivi - Chiara Pardini</title>
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	<description>Ideatrice e la fondatrice del Metodo TimeLight®, un sistema che consente la maggior espressione dell’essere umano nelle specifiche potenzialità di ognuno.</description>
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		<title>La paura e le ferite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 14:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi racconto una breve storia che parla delle conseguenze sulla nostra vita per chi ha convissuto con l’emozione della paura troppo a lungo, durante momenti storici significativi come quelli caratterizzati dalle guerre. Dopo la Guerra dei Trent’anni, in Europa erano tempi molto duri. La gente tornò dai rifugi nella foresta e cominciò a ricostruire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi racconto <strong>una breve storia che parla delle conseguenze sulla nostra vita</strong> <strong>per chi ha convissuto con l’emozione della paura</strong> troppo a lungo, durante momenti storici significativi come quelli caratterizzati dalle guerre.</p>
<p><em>Dopo la Guerra dei Trent’anni, in Europa erano tempi molto duri. La gente tornò dai rifugi nella foresta e cominciò a ricostruire le case nei paesi. Le persone ripresero a lavorare i campi e cominciarono ad amministrare quel poco che era rimasto e, dopo un anno, le persone celebrarono il primo raccolto in tempo di pace.</em></p>
<p><em>In una di queste terre, al limite di un villaggio, si trovava una casa con tutte le porte murate. A volte la gente passando di lì, credeva di sentire rumori che provenivano dall’interno, ma poiché erano così tante le cose da fare e così tante le preoccupazioni, nessuno alla fine se ne curava di scoprire cosa potesse esserci dentro quella casa.</em></p>
<p><em>Una notte, un cucciolo si mise a guaire penosamente di fronte a quella porta murata, era ferito. All’improvviso, un po’ di malta cadde dalla porta e un mattone venne spostato&#8230;Una mano sollevò il cucciolo e lo fece passare attraverso l’apertura. Allora c’era ancora qualcuno nella casa, qualcuno che non voleva sapere che la guerra era finita e che regnava ormai la pace.</em></p>
<p><em>L’uomo, rinchiuso in quella casa, curò il cucciolo. Lo tenne in braccio, si prese cura delle tue ferite e sentì il suo calore vitale. Mentre il cucciolo dormiva nelle sue braccia, l’uomo guardò fuori attraverso la piccola apertura e vide delle stelle lontane. Per la prima volta dopo tanto tempo respirò l’aria fresca della notte. Quando venne giorno, un galletto cantò e il cucciolo si svegliò. L’uomo allora, capì che doveva lasciarlo andare. Quindi lo spinse attraverso la piccola apertura e il cucciolo zampettò via per tornare trai suoi simili.</em></p>
<p><em>Quando il sole fu alto, alla casa si avvicinarono dei bambini. Videro un’apertura e sbirciarono dentro. C’era l’uomo sconosciuto che si era addormentato.</em></p>
<p><em>Dare uno sguardo alla libertà e alla vita anche soltanto per un momento, lo aveva soddisfatto e stancato….</em></p>
<p>Questa che ho raccontato è solo una piccola storia, ma si dice che ad esempio dopo la guerra in Vietnam, alcune persone siano rimaste nascoste per anni dopo la fine della guerra, continuando a credere che fosse necessario difendersi. <strong>Quando la guerra è nel cuore e la diffidenza nell’animo, non c’è pace esterna che possa raggiungerci</strong>. E questo vale per tutte le situazioni di grande sofferenza nella nostra vita.<br />
Sarebbe veramente bello<strong> se ognuno di noi potesse usare una lampadina per illuminare il proprio cuore</strong> e vedere quali sono le zone d’ombra, <strong>portarci la luce e comunicare a tutti le nostre vecchie ferite</strong>, i nostri piccoli o grandi traumi, <strong>far sapere che la guerra è finita.</strong></p>
<p>Poter “aggiornare il software” e vivere veramente nel presente, lasciando al passato quello che gli appartiene, ci renderebbe sicuramente più allineati con quello che di fatto la vita richiede. Saremo anche maggiormente in grado di cogliere i frutti e le bellezze che la vita ci offre, invece che combattere contro i nostri fantasmi.</p>
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		<title>Il buono e il cattivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 16:26:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella nostra cultura tendiamo a dividere il mondo in una parte “buona” che ha diritto di esistere e una “cattiva”, che in fondo non dovrebbe neppure esserci sebbene sia presente e assolutamente operante. Alla prima parte associamo termini come: bene, salute o anche pace, positività&#8230;E’ quella che nel Taoismo viene rappresentata come la parte bianca. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Calibri Light', sans-serif;"><span style="font-size: large;">Nella nostra cultura tendiamo a dividere il mondo in una parte “buona” che ha diritto di esistere e una “cattiva”, che in fondo non dovrebbe neppure esserci sebbene sia presente e assolutamente operante. Alla prima parte associamo termini come: bene, salute o anche pace, positività&#8230;E’ quella che nel Taoismo viene rappresentata come la parte bianca. Alla seconda vengono associati termini come: male, colpa, negatività, guerra e così via e a questa viene associata la parte nera del Tao. Ciò dipende dal fatto che <strong>chiamiamo buono e auspicabile quello che per noi è agevole mentre definiamo nocivo e cattivo quello che per noi è penoso e faticoso</strong>&#8230;<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Calibri Light', sans-serif;"><span style="font-size: large;">Ad un più attento esame però ci accorgiamo, ahimé, che <strong>la forza propulsiva del mondo si basa proprio</strong> <strong>su ciò che chiamiamo penoso e cattivo</strong>. La sfida a fronteggiare il nuovo infatti, nasce da ciò che preferiremmo eliminare e da questo dipende anche l’accesso alle risorse più interne dentro di noi, proprio per trovare il modo di migliorare la nostra condizione. Sottraendosi quindi da quello che è difficile oppure escludendo questa parte, perdiamo niente meno che ciò che vorremmo conservare, <strong>cioè la nostra spinta propulsiva alla vita, alla libertà alla dignità e alla grandezza.</strong><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Calibri Light', sans-serif;"><span style="font-size: large;">Chi riesce ad affrontare la parte “nera del Tao”, deve esser legato alle prove proprie radici e alle fonti della propria forza interiore, perché ad esse deve poter attingere per trovare il coraggio ed andare avanti.<br />
Queste persone sono ben più che buone o cattive, esse sono in armonia con qualcosa di più grande, di universale, con le forze e la profondità in esso contenute.</span></span></p>
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		<title>Saper dare e saper ricevere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 20:58:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mi trovo frequentemente ad avere a che fare, in studio con i miei clienti, con il concetto di colpa e di innocenza nelle relazioni. I rapporti umani iniziano con il dare e il ricevere e così cominciano anche le nostre esperienze di innocenza e di colpa che spesso creano i ruoli di creditore e debitore. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Mi trovo frequentemente ad avere a che fare, in studio con i miei clienti, con il concetto di colpa e di innocenza nelle relazioni. </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><br />
<strong>I rapporti umani iniziano con il dare e il ricevere e così cominciano anche le nostre esperienze di innocenza e di colpa che spesso creano i ruoli di creditore e debitore.</strong> Colui che dona può avanzare diritti e colui che riceve si sente in debito. Perciò, aspettative da un lato e obblighi dall’altro, rappresentano in ogni rapporto lo schema basilare di colpa e innocenza che è funzionale allo scambio tra dare e ricevere.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Né dare né ricevere, tuttavia, sono in equilibrio fino a quando non viene raggiunta una compensazione, cioè quando anche <strong>chi riceve riesce a dare e chi dona a ricevere.</strong> </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Ecco un esempio: un missionario che lavorava in Africa fu trasferito in un’altra regione. La mattina della sua partenza venne a trovarlo un uomo che aveva viaggiato molte ore per portargli un piccolo dono in denaro. Il missionario capì che l’uomo voleva ringraziarlo perché quando era malato si era recato più volte da lui per fargli visita, ma sapeva anche che per quell’uomo il dono portato rappresentava una grossa somma, quindi il missionario fu fortemente tentato non solo di restituirgli il denaro ma anche di aggiungerne altro. Poi rifletté, accettò il denaro e lo ringraziò.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">È importante per chi ha ricevuto, riuscire a compensare dando in cambio qualche cosa. <strong>Questo scambio riporta quell’equilibrio che permette alla relazione di proseguire leggera nel tempo.</strong><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Noto invece una certa crescente difficoltà nel ricevere da parte di chi solitamente dà. Quella del creditore è chiaramente una posizione di potere a cui però è bene saper rinunciare ricevendo…<strong> L’atto stesso di ricevere conferisce nuovamente dignità a chi ha ricevuto prima con umiltà.</strong> <strong>E’ una dimostrazione di amore</strong> concedere alle persone a cui vogliamo bene di potersi riportare sul nostro stesso livello donando a loro volta.</span></p>
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		<title>8. Il Testimone &#8211; La tecnica per dirigere la nostra vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 21:37:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ed eccoci all’ultima pillola nella quale vi presento “Il Testimone”. In questa tecnica è possibile sviluppare la piena consapevolezza di quale sia la parte più autentica di ciascuno di noi, quella più profonda che rappresenta l’Io, la Regia che può gestire ogni nostro pensiero, ogni nostra emozione e comportamento. Molto frequentemente purtroppo subiamo questi tre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2019/03/13/8-il-testimone-la-tecnica-per-dirigere-la-nostra-vita/">8. Il Testimone &#8211; La tecnica per dirigere la nostra vita</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Xh0nwpni6BE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ditre-0-0"><span data-offset-key="ditre-0-0"><span data-text="true">Ed eccoci all’ultima pillola nella quale vi presento “Il Testimone”. </span></span></div>
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<div class="" data-block="true" data-editor="23qpk" data-offset-key="8frd5-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8frd5-0-0"><span data-offset-key="8frd5-0-0"><span data-text="true">In questa tecnica è possibile sviluppare la piena consapevolezza di quale sia la parte più autentica di ciascuno di noi, quella più profonda che rappresenta l’Io, la Regia che può gestire ogni nostro pensiero, ogni nostra emozione e comportamento. Molto frequentemente purtroppo subiamo questi tre elementi…È possibile tornare ad essere protagonisti della nostra esistenza!</span></span></div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2019/03/13/8-il-testimone-la-tecnica-per-dirigere-la-nostra-vita/">8. Il Testimone &#8211; La tecnica per dirigere la nostra vita</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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		<title>3. Analisi Transazionale &#8211; Dialogare con noi stessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 17:02:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli articoli precedenti abbiamo visto cos’è l’analisi transazionale e come interagisce nelle relazioni tra noi e gli altri. Oggi vorrei parlarvi di come le tre personalità che si trovano all’interno di ognuno di noi (il Genitore, l’Adulto e il Bambino) interagiscano invece nel rapporto tra noi e noi stessi. Ad esempio, quando per qualche motivo ci troviamo a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2018/07/04/3-analisi-transazionale-dialogare-con-noi-stessi/">3. Analisi Transazionale &#8211; Dialogare con noi stessi</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Negli articoli precedenti abbiamo visto cos’è l’analisi transazionale e come interagisce nelle relazioni tra noi e gli altri. Oggi vorrei parlarvi di <strong>come le tre personalità che si trovano all’interno di ognuno di noi</strong> (il Genitore, l’Adulto e il Bambino) <strong>interagiscano invece nel rapporto tra noi e noi stessi.</strong></span></p>
<p>Ad esempio, quando per qualche motivo ci troviamo a giudicare noi stessi per un determinato comportamento o una determinata azione che abbiamo (o non abbiamo) fatto, stiamo chiaramente facendo <strong>prevalere la nostra parte genitoriale</strong>. In quel momento, infatti, c’è un occhio interno “supervisore” che ci sta dicendo di non essere soddisfatto del nostro operato, facendoci sentire in qualche modo sbagliati o comunque in difetto.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando invece, sempre per un determinato motivo, ci troviamo a </span><i><span style="font-weight: 400;">riflettere</span></i><span style="font-weight: 400;"> per migliorare una situazione che stiamo vivendo o per trovare una soluzione a un problema che dobbiamo risolvere, siamo di fronte a <strong>un approccio adulto</strong>. Non c’è in questo caso la voce interna che interviene per giudicarci o per criticarci. C’è semplicemente la consapevolezza di una situazione da gestire e la volontà di superarla nella maniera più saggia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine,<strong> la nostra parte infantile</strong> è dominante quando l’atteggiamento prevalente è quello vittimistico, irragionevole e fortemente emotivo. </span><strong>Come fa quindi l’analisi transazionale a portare equilibrio in noi stessi?</strong></p>
<p>Cercando di far dialogare la nostra parte di genitore e di bambino con la nostra parte adulta, quella di fatto più logica e perciò in grado di gestire al meglio le situazioni.</p>
<p><strong>Nel Metodo Timelight, l’analisi transazionale si rivela uno strumento estremamente efficace</strong> perché porta alla luce gli aspetti di noi governati da queste tre personalità al nostro interno. <strong>Quando siamo in grado di identificare chi è che in una determinata situazione sta prendendo il predominio su di noi</strong>, possiamo attivarci affinché si instauri un dialogo interno tra le parti, che ci porterà alla risoluzione di un conflitto (interiore o con un’altra persona) nel modo più equilibrato ed efficace possibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2018/07/04/3-analisi-transazionale-dialogare-con-noi-stessi/">3. Analisi Transazionale &#8211; Dialogare con noi stessi</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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