<br />
<b>Deprecated</b>:  cerber_scan_directory(): Optional parameter $pattern declared before required parameter $function is implicitly treated as a required parameter in <b>/home/uf1aosx7/domains/chiarapardini.it/public_html/wp-content/plugins/wp-cerber/cerber-scanner.php</b> on line <b>3469</b><br />
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	<title>consapevolezza Archivi - Chiara Pardini</title>
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	<description>Ideatrice e la fondatrice del Metodo TimeLight®, un sistema che consente la maggior espressione dell’essere umano nelle specifiche potenzialità di ognuno.</description>
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		<title>La paura e le ferite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 14:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi racconto una breve storia che parla delle conseguenze sulla nostra vita per chi ha convissuto con l’emozione della paura troppo a lungo, durante momenti storici significativi come quelli caratterizzati dalle guerre. Dopo la Guerra dei Trent’anni, in Europa erano tempi molto duri. La gente tornò dai rifugi nella foresta e cominciò a ricostruire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi racconto <strong>una breve storia che parla delle conseguenze sulla nostra vita</strong> <strong>per chi ha convissuto con l’emozione della paura</strong> troppo a lungo, durante momenti storici significativi come quelli caratterizzati dalle guerre.</p>
<p><em>Dopo la Guerra dei Trent’anni, in Europa erano tempi molto duri. La gente tornò dai rifugi nella foresta e cominciò a ricostruire le case nei paesi. Le persone ripresero a lavorare i campi e cominciarono ad amministrare quel poco che era rimasto e, dopo un anno, le persone celebrarono il primo raccolto in tempo di pace.</em></p>
<p><em>In una di queste terre, al limite di un villaggio, si trovava una casa con tutte le porte murate. A volte la gente passando di lì, credeva di sentire rumori che provenivano dall’interno, ma poiché erano così tante le cose da fare e così tante le preoccupazioni, nessuno alla fine se ne curava di scoprire cosa potesse esserci dentro quella casa.</em></p>
<p><em>Una notte, un cucciolo si mise a guaire penosamente di fronte a quella porta murata, era ferito. All’improvviso, un po’ di malta cadde dalla porta e un mattone venne spostato&#8230;Una mano sollevò il cucciolo e lo fece passare attraverso l’apertura. Allora c’era ancora qualcuno nella casa, qualcuno che non voleva sapere che la guerra era finita e che regnava ormai la pace.</em></p>
<p><em>L’uomo, rinchiuso in quella casa, curò il cucciolo. Lo tenne in braccio, si prese cura delle tue ferite e sentì il suo calore vitale. Mentre il cucciolo dormiva nelle sue braccia, l’uomo guardò fuori attraverso la piccola apertura e vide delle stelle lontane. Per la prima volta dopo tanto tempo respirò l’aria fresca della notte. Quando venne giorno, un galletto cantò e il cucciolo si svegliò. L’uomo allora, capì che doveva lasciarlo andare. Quindi lo spinse attraverso la piccola apertura e il cucciolo zampettò via per tornare trai suoi simili.</em></p>
<p><em>Quando il sole fu alto, alla casa si avvicinarono dei bambini. Videro un’apertura e sbirciarono dentro. C’era l’uomo sconosciuto che si era addormentato.</em></p>
<p><em>Dare uno sguardo alla libertà e alla vita anche soltanto per un momento, lo aveva soddisfatto e stancato….</em></p>
<p>Questa che ho raccontato è solo una piccola storia, ma si dice che ad esempio dopo la guerra in Vietnam, alcune persone siano rimaste nascoste per anni dopo la fine della guerra, continuando a credere che fosse necessario difendersi. <strong>Quando la guerra è nel cuore e la diffidenza nell’animo, non c’è pace esterna che possa raggiungerci</strong>. E questo vale per tutte le situazioni di grande sofferenza nella nostra vita.<br />
Sarebbe veramente bello<strong> se ognuno di noi potesse usare una lampadina per illuminare il proprio cuore</strong> e vedere quali sono le zone d’ombra, <strong>portarci la luce e comunicare a tutti le nostre vecchie ferite</strong>, i nostri piccoli o grandi traumi, <strong>far sapere che la guerra è finita.</strong></p>
<p>Poter “aggiornare il software” e vivere veramente nel presente, lasciando al passato quello che gli appartiene, ci renderebbe sicuramente più allineati con quello che di fatto la vita richiede. Saremo anche maggiormente in grado di cogliere i frutti e le bellezze che la vita ci offre, invece che combattere contro i nostri fantasmi.</p>
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		<title>L’armonia dell’ordine familiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2019 13:00:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vorrei fare un po’ di ordine nella relazione tra genitori e figli e per questo mi avvalgo delle regole che uso quando faccio Costellazioni Familiari secondo La scuola di Bert Hellinger. Qui si parla degli ordini dell’amore, un grande contenitore dove sta anche il rapporto tra piccoli ed adulti. L’ordine dell’amore tra genitori e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Oggi vorrei fare un po’ di ordine nella relazione tra genitori e figli e per questo mi avvalgo delle regole che uso quando faccio Costellazioni Familiari secondo La scuola di Bert Hellinger.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Qui si parla degli ordini dell’amore, un grande contenitore dove sta anche il rapporto tra piccoli ed adulti. L’ordine dell’amore tra genitori e figli è definito anzitutto dalla regola che i genitori danno e che i figli prendono. I genitori trasmettono ai figli ciò che loro hanno precedentemente appreso dai propri genitori e anche ciò che prendono l’uno dall’altra come coppia. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">In primo luogo quindi è importante che i figli accettino i loro genitori come genitori e, in seguito, che accettino tutto quello che i genitori danno loro senza giudicare. I figli a loro volta sono già in grado di dare, perché hanno precedentemente appreso dai loro genitori e trasmetteranno ciò che hanno ricevuto non solo ai loro futuri figli ma anche al loro gruppo di pari, come i fratelli ad esempio.</span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><br />
Il figlio che arriva per primo quindi deve dare di più, perché logicamente avrà già preso di più del fratello che arriverà dopo e sarà comunque quello che darà più di tutti i fratelli il suo bagaglio di conoscenze. L’ultimo arrivato invece, potrà prendere di più di quanto non dia. Solo quando avrà preso in abbondanza allora sarà in grado di dare di più a coloro che seguiranno. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">In questo modo tutti, sia coloro che danno che coloro che prendono, obbediscono allo stesso ordine e seguono le stesse leggi. E’ facendo così che c’è equilibrio nel sistema familiare. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Credo che l’idea di questo movimento fluido e armonioso che parte dall’alto e scorre verso il basso sia descritto visivamente in modo molto efficace da questa poesia del poeta tedesco Conad Ferdinand Meyer:</p>
<p><b>La fontana Romana</b><br />
<i>Lo zampillo sale e ricadendo<br />
riempie la ciotola di marmo<br />
fino all’orlo.<br />
Celandone il bordo<br />
scorre in una seconda ciotola<br />
che ne raccoglie le ricchezze<br />
e inonda la terza.<br />
Così ognuna prende dallo stesso modo,<br />
continua a scorrere ed è immobile.</i></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Gli ordini dell’amore tra genitori e figli e tra fratelli e sorelle richiedono però che chi prende sappia onorare il donatore e il dono che gli viene fatto, ma purtroppo oggigiorno questo è un comportamento assai raro. Si tratta di accettare lo spirito del dono così com’è senza giudizi e con gratitudine, in assenza di quest’ultimo ingrediente purtroppo è impossibile ricevere.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> Chiaramente, ognuno di noi può integrare ciò che manca al nostro sistema con altre relazioni e altre fonti. È sbagliato infatti pensare che tutto quello di cui abbiamo bisogno debba arrivarci dalla famiglia d’origine. Sarebbe importante invece renderci conto di aver avuto tutto quello che era possibile ricevere dalla nostra famiglia e con molta umiltà cercare altrove ciò che desideriamo. Ricordiamo che la percezione del nostro il valore personale deriva proprio da quanta strada abbiamo fatto da soli.</span></p>
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		<title>8. Il Testimone &#8211; La tecnica per dirigere la nostra vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 21:37:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ed eccoci all’ultima pillola nella quale vi presento “Il Testimone”. In questa tecnica è possibile sviluppare la piena consapevolezza di quale sia la parte più autentica di ciascuno di noi, quella più profonda che rappresenta l’Io, la Regia che può gestire ogni nostro pensiero, ogni nostra emozione e comportamento. Molto frequentemente purtroppo subiamo questi tre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2019/03/13/8-il-testimone-la-tecnica-per-dirigere-la-nostra-vita/">8. Il Testimone &#8211; La tecnica per dirigere la nostra vita</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Xh0nwpni6BE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ditre-0-0"><span data-offset-key="ditre-0-0"><span data-text="true">Ed eccoci all’ultima pillola nella quale vi presento “Il Testimone”. </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="23qpk" data-offset-key="8frd5-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8frd5-0-0"><span data-offset-key="8frd5-0-0"><span data-text="true">In questa tecnica è possibile sviluppare la piena consapevolezza di quale sia la parte più autentica di ciascuno di noi, quella più profonda che rappresenta l’Io, la Regia che può gestire ogni nostro pensiero, ogni nostra emozione e comportamento. Molto frequentemente purtroppo subiamo questi tre elementi…È possibile tornare ad essere protagonisti della nostra esistenza!</span></span></div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2019/03/13/8-il-testimone-la-tecnica-per-dirigere-la-nostra-vita/">8. Il Testimone &#8211; La tecnica per dirigere la nostra vita</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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		<title>7. La bussola &#8211; La tecnica per allinearti ai tuoi obiettivi con il campo magnetico terrestre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2019 21:25:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La bussola è una tecnica fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi. Utilizza strategicamente l’allineamento di tre frequenze: quella mentale, emotiva e fisica con il nord geografico e a questo, somma l’immenso contributo del campo magnetico terrestre, che funge da spinta ulteriore e incontrastata, portandoci così al raggiungimento dei nostri desideri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2019/02/26/7-la-bussola-la-tecnica-per-allinearti-ai-tuoi-obiettivi-con-il-campo-magnetico-terrestre/">7. La bussola &#8211; La tecnica per allinearti ai tuoi obiettivi con il campo magnetico terrestre</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La bussola è una tecnica fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi. Utilizza strategicamente l’allineamento di tre frequenze: quella mentale, emotiva e fisica con il nord geografico e a questo, somma l’immenso contributo del campo magnetico terrestre, che funge da spinta ulteriore e incontrastata, portandoci così al raggiungimento dei nostri desideri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2019/02/26/7-la-bussola-la-tecnica-per-allinearti-ai-tuoi-obiettivi-con-il-campo-magnetico-terrestre/">7. La bussola &#8211; La tecnica per allinearti ai tuoi obiettivi con il campo magnetico terrestre</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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		<title>4. &#8220;La Dissociazione&#8221; &#8211; La tecnica per muoversi nel tempo e nello spazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2019 08:15:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quella della dissociazione è una tecnica che permette di sviluppare più punti di vista contemporaneamente su una situazione. Utilizzando le due dimensioni Spazio e Tempo in modo strategico, è possibile creare la giusta distanza tra noi e la situazione da affrontare, gestendo così le emozioni nel migliore dei modi e sviluppando saggezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2019/01/22/4-la-dissociazione-la-tecnica-per-muoversi-nel-tempo-e-nello-spazio/">4. &#8220;La Dissociazione&#8221; &#8211; La tecnica per muoversi nel tempo e nello spazio</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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<p>Quella della dissociazione è una tecnica che permette di sviluppare più punti di vista contemporaneamente su una situazione. Utilizzando le due dimensioni Spazio e Tempo in modo strategico, è possibile creare la giusta distanza tra noi e la situazione da affrontare, gestendo così le emozioni nel migliore dei modi e sviluppando saggezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2019/01/22/4-la-dissociazione-la-tecnica-per-muoversi-nel-tempo-e-nello-spazio/">4. &#8220;La Dissociazione&#8221; &#8211; La tecnica per muoversi nel tempo e nello spazio</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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		<title>Corso di sviluppo dell&#8217;intuito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 07:03:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Saper utilizzare l&#8217;intuito è una capacità accessibile a tutti. L&#8217;intuito, infatti, a differenza di quanto molti pensano, è una dote innata in ognuno di noi che può essere esercitata e anche sviluppata. Lo scopo di questo Corso è proprio quello di entrare in contatto con la parte più profonda di noi dove trovare la giusta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2018/10/17/corso-di-sviluppo-dellintuito/">Corso di sviluppo dell&#8217;intuito</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Saper utilizzare l&#8217;intuito è una capacità accessibile a tutti</strong>. L&#8217;intuito, infatti, a differenza di quanto molti pensano, è una dote innata in ognuno di noi che può essere esercitata e anche sviluppata. <strong>Lo scopo di questo Corso</strong> è proprio quello di entrare in contatto con la parte più profonda di noi dove <strong>trovare la giusta fiducia per accedere al nostro intuito</strong>, e questo può rivelarsi estremamente utile nella quotidianità, nelle relazioni e sul lavoro.<br />
Sviluppare l’intuito accresce empatia e sensibilità, <strong>ci permette di capire meglio se stessi e gli altri</strong>, <strong>migliora la nostra percezione della realtà</strong> ed è quindi fondamentale per orientarsi nella vita, risolvere problemi in tempi rapidi e prendere decisioni, per esempio che coinvolgono più persone e/o risorse economiche. <strong>Ci rende più consapevoli di chi siamo e di cosa vogliamo</strong>, perché ci mette in grado di ascoltare e comprendere quelle sensazioni, a volte impercettibili, che il nostro corpo e le nostre emozioni ci suggeriscono. Ci aiuta quindi a fare le scelte più giuste per noi e ci proietta in una realtà più soddisfacente e gratificante.</p>
<p>Il Corso per lo sviluppo dell&#8217;Intuito <strong>inizierà Martedì 6 Novembre 2018 alle ore 21:00</strong> e sarà articolato in 12 incontri dove faremo esercitazioni con tecniche di:<br />
● sviluppo dell’Intuito<br />
● sviluppo della Creatività<br />
● concentrazione e visualizzazione<br />
● gestione degli stati d’animo<br />
● sviluppo del sesto senso come abilità e funzionamento della mente</p>
<p>Trainer &gt; Chiara Pardini</p>
<p><strong>Trainer in Programmazione Neuro Linguistica</strong><br />
<strong>Intuition Trainer TM di 2° livello</strong></p>
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<p><strong>Studio Timelight </strong>Via San Francesco, 57 – 55049 Viareggio (LU)</p>
<p><strong>Telefono</strong> <a href="tel:+393387167676">+39 338.71.67.676</a></p>
<p><strong>Email</strong> <a href="mailto:chiaratimelight@gmail.com">chiaratimelight@gmail.com</a></p>
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		<title>L&#8217;amore è un laser o un raggio di sole?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 07:29:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche settimana fa, portando avanti un lavoro sull’amore con un gruppo di persone, nel mio studio è nato un dibattito tra due genitori. Una madre sosteneva che chi non ha figli non può conoscere l’amore vero, un padre invece era dell’idea che chi non ha figli potrebbe comunque provare amore vero e arrivare ad amare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa, portando avanti un lavoro sull’amore con un gruppo di persone, nel mio studio è nato un dibattito tra due genitori. Una madre sosteneva che chi non ha figli non può conoscere l’amore vero, un padre invece era dell’idea che chi non ha figli potrebbe comunque provare amore vero e arrivare ad amare altrettanto o anche di più, proprio perché il suo sentimento non è direzionato solo sull’amore unico per i figli, ma è espanso a 360°.</p>
<p>Nella mia esperienza personale e professionale, posso dire che anche<strong> chi non ha figli può conoscere l’amore vero</strong>. Chiaramente avrà altre forme ed espressioni, ma certamente anche chi non ha figli può amare altrettanto intensamente di chi vive l’esperienza genitoriale.<br />
Ho visto tante persone senza figli che amano infinitamente la vita, il partner, la musica, gli animali o altro&#8230; Sono anche queste forme di amore vero e non sarei in grado di reputarle meno importanti o significative del sentimento che si ha per un figlio, benché ne riconosca certamente la differenza.</p>
<p>“<strong><em>Amare significa donare</em></strong>” è un detto che mi ha insegnato mio padre, e lavorando con il mondo delle relazioni non posso fare a meno di notare quanto questa affermazione sia vera&#8230; <strong>Se qualcuno ha il cuore aperto e disponibile ad accogliere amore, amerà</strong>. Se poi questo amore viene diretto <strong>verso un figlio, un animale, un partner o la vita stessa</strong>, sarà solamente “un pretesto” per distribuire amore e viverlo in prima persona. Quando si ama, si ama sempre, e chi ha amore da dare, lo darà.</p>
<p>Ovviamente è possibile non essere sempre in contatto con questo sentimento. Ci sono situazioni e circostanze della vita che ci sbilanciano su emozioni anche molto diverse da quella dell’amore&#8230; Questa però è una condizione passeggera, uno stato psichico emotivo che non parla della capacità effettiva di amare, che rimane comunque sempre presente dentro di noi.</p>
<p>Da questo dibattito, mi è venuto in mente un paragone tra il tipo di amore che prova un genitore e quello che prova chi non lo è. <strong>Ho immaginato l’amore di un genitore per il proprio figlio come un raggio laser, un&#8217;energia direzionata su un punto ben preciso, e quello di chi non ha figli come un sole che espande i suoi raggi a 360°.</strong></p>
<p>È possibile dire che uno emani più luce dell’altro? Io non credo. Cambia la direzione ma non l’intensità luminosa&#8230; Lascio a voi la riflessione…</p>
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		<title>Il tempo come libero arbitrio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 14:28:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tempo. Pensiamo per un attimo a questo concetto così centrale nella nostra vita… Il Tempo è stato definito da sempre in molteplici modi, da diverse scuole di pensiero, dalla fisica, dalla filosofia, senza considerare poi la percezione che ognuno di noi ha di esso, così astratto ma anche così materiale. Esiste però una definizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il Tempo. Pensiamo per un attimo a questo concetto così centrale nella nostra vita…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Tempo è stato definito da sempre in molteplici modi, da diverse scuole di pensiero, dalla fisica, dalla filosofia, senza considerare poi la percezione che ognuno di noi ha di esso, così astratto ma anche così materiale. Esiste però una definizione tra le tante che mi appartiene molto e che vorrei condividere. </span></p>
<p><strong>Il Tempo può essere definito anche come <i>la distanza tra un’azione e gli effetti che ne derivano.</i></strong><span style="font-weight: 400;"> Praticamente, la distanza tra causa ed effetto. E’ ciò che separa una buona azione dai suoi vantaggi o un cattivo comportamento dalla rispettiva punizione. Così è definito il Tempo dalla Kabbalah, una scuola di pensiero di origine ebraica.</span></p>
<p><strong>Perchè solo il genere umano ha piena consapevolezza dello scorrere del tempo? La risposta sta nel libero arbitrio</strong>, una risposta tanto semplice quanto entusiasmante e ricca di opportunità di riflessione…</p>
<p>Molte scuole di pensiero credono che il libero arbitrio di fatto non esista, che il nostro destino sia già segnato, che le cose “vadano un po’ come devono andare”…<strong>La Kabbalah invece</strong>, di cui condivido moltissimi insegnamenti, <strong>descrive lo spazio tra la causa e l’effetto (cioè il tempo), come il luogo in cui è possibile creare quella coscienza, quella consapevolezza che viene comunemente chiamata libero arbitrio.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cerco di spiegarmi meglio: nel momento in cui viviamo un’offesa o un oltraggio vorremmo reagire più o meno subito, non importa se con reazioni forti, sicuramente però ci verrebbe l’istinto di dare una risposta immediata e automatica. </span>Se però riuscissimo a creare quello spazio temporale che ci permette di valutare &#8211; tra le diverse opportunità di reazione &#8211; quella che nel contesto sarebbe la migliore (tenendo conto anche  dei valori personali di ognuno di noi)<strong> lì ci sarebbe anche la vera libertà di scelta. Il libero arbitrio.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Praticamente, se tra la causa e l’effetto riuscissimo ad inserire quella regia, quella presa di coscienza che stabilisca, in modo pensato, qual è la giusta reazione in un determinato momento, noi esseri umani potremmo definirci veramente esseri evoluti rispetto al genere animale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensateci un attimo: se di fronte all’azione di qualcuno rispondessimo immediatamente con una reazione, senza alcuna riflessione in mezzo, non potrebbe esistere alcun libero arbitrio perchè sarebbe solo puro istinto.  </span><span style="font-weight: 400;">Invece, nel momento in cui riusciamo a creare una distanza temporale tra il pensare e l’agire, siamo anche in grado di avere la possibilità di riflettere sul da farsi, facendo la differenza nel contesto.</span></p>
<p>La Kabbalah sostiene che <strong>nel momento in cui noi esseri umani riusciamo a rimanere fermi in questo spazio temporale</strong>, che ci permette di scegliere la cosa più giusta secondo i nostri valori, all’interno di questo stesso spazio si crea una sorta di magia&#8230;chiamiamolo pure spazio sacro&#8230;che consente alla maggior parte degli attriti di sciogliersi spontaneamente e permettere che le cose vadano automaticamente e nel verso migliore per tutti.</p>
<p>Quando in qualche modo riusciamo a resistere alla tentazione di reagire immediatamente e ci prendiamo il nostro tempo per riflettere, <strong>diventiamo improvvisamente padroni del Tempo.</strong> A quel punto, riusciamo anche a farne uso in modo attivo.</p>
<p>L’avreste mai detto che per essere veramente liberi basta prenderci il tempo necessario? Provate a pensarci…</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>3. Analisi Transazionale &#8211; Dialogare con noi stessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 17:02:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli articoli precedenti abbiamo visto cos’è l’analisi transazionale e come interagisce nelle relazioni tra noi e gli altri. Oggi vorrei parlarvi di come le tre personalità che si trovano all’interno di ognuno di noi (il Genitore, l’Adulto e il Bambino) interagiscano invece nel rapporto tra noi e noi stessi. Ad esempio, quando per qualche motivo ci troviamo a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2018/07/04/3-analisi-transazionale-dialogare-con-noi-stessi/">3. Analisi Transazionale &#8211; Dialogare con noi stessi</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Negli articoli precedenti abbiamo visto cos’è l’analisi transazionale e come interagisce nelle relazioni tra noi e gli altri. Oggi vorrei parlarvi di <strong>come le tre personalità che si trovano all’interno di ognuno di noi</strong> (il Genitore, l’Adulto e il Bambino) <strong>interagiscano invece nel rapporto tra noi e noi stessi.</strong></span></p>
<p>Ad esempio, quando per qualche motivo ci troviamo a giudicare noi stessi per un determinato comportamento o una determinata azione che abbiamo (o non abbiamo) fatto, stiamo chiaramente facendo <strong>prevalere la nostra parte genitoriale</strong>. In quel momento, infatti, c’è un occhio interno “supervisore” che ci sta dicendo di non essere soddisfatto del nostro operato, facendoci sentire in qualche modo sbagliati o comunque in difetto.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando invece, sempre per un determinato motivo, ci troviamo a </span><i><span style="font-weight: 400;">riflettere</span></i><span style="font-weight: 400;"> per migliorare una situazione che stiamo vivendo o per trovare una soluzione a un problema che dobbiamo risolvere, siamo di fronte a <strong>un approccio adulto</strong>. Non c’è in questo caso la voce interna che interviene per giudicarci o per criticarci. C’è semplicemente la consapevolezza di una situazione da gestire e la volontà di superarla nella maniera più saggia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine,<strong> la nostra parte infantile</strong> è dominante quando l’atteggiamento prevalente è quello vittimistico, irragionevole e fortemente emotivo. </span><strong>Come fa quindi l’analisi transazionale a portare equilibrio in noi stessi?</strong></p>
<p>Cercando di far dialogare la nostra parte di genitore e di bambino con la nostra parte adulta, quella di fatto più logica e perciò in grado di gestire al meglio le situazioni.</p>
<p><strong>Nel Metodo Timelight, l’analisi transazionale si rivela uno strumento estremamente efficace</strong> perché porta alla luce gli aspetti di noi governati da queste tre personalità al nostro interno. <strong>Quando siamo in grado di identificare chi è che in una determinata situazione sta prendendo il predominio su di noi</strong>, possiamo attivarci affinché si instauri un dialogo interno tra le parti, che ci porterà alla risoluzione di un conflitto (interiore o con un’altra persona) nel modo più equilibrato ed efficace possibile.</p>
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		<title>2. Analisi Transazionale &#8211; Come funzionano le relazioni con gli altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pardini Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 20:40:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo visto che nell’analisi transazionale convivono all’interno di ognuno di noi tre personalità: il Genitore, l’Adulto e il Bambino. In base al nostro carattere e alle diverse situazioni della vita, una delle personalità prende il sopravvento rispetto alle altre due, influenzando in modo significativo le nostre relazioni, non solo con gli altri ma anche nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2018/06/26/2-analisi-transazionale-come-funzionano-le-relazioni-con-gli-altri/">2. Analisi Transazionale &#8211; Come funzionano le relazioni con gli altri</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo visto che <strong>nell’analisi transazionale convivono all’interno di ognuno di noi tre personalità</strong>: il Genitore, l’Adulto e il Bambino. <strong>In base al nostro carattere e alle diverse situazioni della vita</strong>, una delle personalità prende il sopravvento rispetto alle altre due, <strong>influenzando in modo significativo le nostre relazioni</strong>, non solo con gli altri ma anche nel rapporto con noi stessi. </span></p>
<p>Le interazioni che si creano tra le tre diverse personalità sono complesse, eppure si manifestano quotidianamente: in una relazione di coppia, in una relazione tra genitore e figlio o con il proprio datore di lavoro, con un amico o con chiunque abbiamo dei rapporti.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad esempio, una persona che nella vita o in una specifica situazione fa prevalere la parte bambina di sé, avrà a che fare più facilmente con persone che si sentono più genitore, perché un atteggiamento infantile stimola necessariamente nella persona con cui si è in relazione la parte genitoriale. Quindi saranno relazioni in cui o ci si prenderà cura dell’altra persona (genitore affettivo) o si tenderà al rimproverarla di frequente (genitore assertivo). </span>Allo stesso modo, la persona nella quale prevale il punto di vista genitoriale stimolerà la parte infantile della persona con cui entra in relazione. <strong>Questo tipo di rapporto è in assoluto il più comune</strong> nel mondo di oggi, <strong>anche nelle relazioni di coppia</strong>.</p>
<p><strong>La dinamica genitore-bambino è però anche quella più dolorosa</strong>, perché anche chi ha la tendenza ad essere infantile non è comunque disposto a esserlo per sempre ed arriverà, ad un certo punto, a spodestare l’altro ruolo che non vorrà più riconoscere come tale. Se, invece, a prevalere è la personalità adulta di noi, molto probabilmente andremo a stimolare anche nella persona con cui ci relazioniamo la sua parte adulta. Questo tipo di rapporto è sicuramente il più saggio ed equilibrato, c’è un confronto molto logico ma allo stesso tempo molto poco emotivo.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dove si trova quindi il giusto equilibrio tra le interazioni? Ovviamente, <strong>l’ideale sarebbe avere la possibilità di utilizzare tutte e tre le personalità a seconda del contesto e della persona con cui ci si rapporta con intelligenza</strong>.  </span><span style="font-weight: 400;">È logico che prevarrà la componente istintiva e caratteriale di noi, ma sarebbe importante essere almeno consapevoli di quale parte dentro di noi è in atto in una specifica situazione, per poter essere in grado di cambiarla. </span></p>
<p><strong>Il Metodo Timelight, </strong>nella mediazione familiare e nel life coaching, <strong>si avvale anche dell’analisi transazionale per risolvere conflitti</strong> o incomprensioni che si generano frequentemente <strong>nei rapporti familiari o lavorativi</strong>. È uno strumento che permette di individuare i punti chiave di una dinamica relazionale e di risolverla attraverso un lavoro di osservazione, migliorando la consapevolezza di sé e degli altri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://chiarapardini.it/2018/06/26/2-analisi-transazionale-come-funzionano-le-relazioni-con-gli-altri/">2. Analisi Transazionale &#8211; Come funzionano le relazioni con gli altri</a> proviene da <a href="https://chiarapardini.it">Chiara Pardini</a>.</p>
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