Nel mio lavoro ho la fortuna di incontrare molti bambini, chi condivide con me questo privilegio sa che cosa intendo quando dico che i bimbi sono i nostri più grandi maestri. La semplicità con cui approcciano le situazioni e la genuinità con cui manifestano desideri o disagi è qualcosa di straordinario che purtroppo noi adulti abbiamo la tendenza a dimenticare. Quando un bambino entra in una stanza piena di giochi sceglie quello che lo attrae maggiormente e ci gioca fino a quando ne ha voglia, non vediamo mai un bambino chiedersi: “è questo il gioco gioco giusto per me? Forse dovrei giocare con quest’altro giocattolo?” Non vediamo mai un bambino che parla con se stesso e si domanda: “mmm, forse questa cosa non è giusta per me, forse è più utile che io mi rivolga ad un altro giocattolo…” No, loro istintivamente sanno che cosa li attrae e lo vanno a cercare.
Questa è la loro più grande risorsa e qui noi “grandi” abbiamo tutto da imparare.
Alcuni adulti invece tendono spesso a voler far crescere i bambini prematuramente, vogliono che riflettano prima di agire, che prendano decisioni ponderate, che abbiano una base logica con cui scegliere. Tendono, in poche parole, a sopprimere la loro parte più spontanea, il loro istinto. Lavorare con i bambini significa proprio avvicinarsi all’istintività, non ci può essere uno spazio troppo grande per la dimensione mentale a certe età.
È bene partire da un piano di realtà concreta che il bambino conosca e con cui si senta a proprio agio se vogliamo che il piccolo ci segua. Ed è sempre bene rimanere umili davanti a loro, personalmente cerco sempre di ricordare che il bambino è “un software evoluto” rispetto a me, quindi prima di scartare la sua idea o giudicare il suo modo di fare, cerco di chiedermi dove sia la traccia dell’evoluzione della specie in quel comportamento.
Ricordiamoci sempre che la vita va avanti attraverso i bambini. Proprio così, è passata attraverso di noi e si è evoluta il loro e questo è un dato di fatto.





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